I 4 cerchi della ricchezza – parte_2
Nel primo articolo di questa serie ti ho presentato i 4 cerchi della ricchezza: lavoratore dipendente, libero professionista, imprenditore, investitore.
Abbiamo visto insieme come il lavoratore dipendente, colui che è più lontano di tutti dalla ricchezza – indipendentemente dal suo stipendio perché non rispetta la mia definizione di ricchezza – deve cambiare radicalmente la sua psicologia e i suoi comportamenti nei confronti del denaro.
In questo articolo vediamo il cerchio dei professionisti.
Il cerchio dei professionisti: tutti i limiti di “come lo faccio io non lo fa nessuno”
Il professionista e il piccolo imprenditore (cioè colui che è direttamente e pesantemente coinvolto nella sua “azienda” alla quale fornisce competenze indispensabili) sono guidati dalla convinzione che “come lo faccio io non lo fa nessuno”.
E magari sarà pure vero in qualche caso: magari sono bravissimi professionisti, medici, avvocati, ingegneri, pubblicitari o panettieri. Hanno delle competenze speciali, magari hanno “un dono” e realmente sono più bravi della media dei loro concorrenti. E sicuramente più bravi di molti dipendenti che hanno provato ad assumere.
Il focus di un professionista quindi è sull’acquisire competenza, nell’essere sempre più bravo. Più è bravo, più è gratificato professionalmente e personalmente e più alte parcelle può chiedere.
Con questa mentalità, è convinto che, grazie alla sua bravura, “avrà sempre lavoro” e prospererà. Se i tempi sono difficili dovrà solo impegnarsi di più e mettere più ore di lavoro nella giornata.
Tipicamente, i familiari dei professionisti li vedono raramente a casa. Addirittura, quelli che lavorano a casa, lavorano ininterrottamente.
Ciò di cui non si rendono assolutamente conto i professionisti è la totale personalizzazione del loro reddito e l’assenza di qualsiasi leva.
Ovvero: se lavorano bene guadagnano, altrimenti no. Se il professionista si ammala, il suo reddito cessa istantaneamente. Se il professionista non sa fare una cosa, il suo reddito cessa istantaneamente.
I soldi fanno la felicità, il videocorso per imparare a creare la tua libertà finanziaria
Tutto è sulle sue spalle perché così concepisce la costruzione del reddito: tante competenze, tanti soldi, in un rapporto 1 a 1.
Di conseguenza, queste persone hanno un’enorme difficoltà a delegare. E senza delega non c’è speranza di trasformare un lavoro in un business. I piccoli imprenditori e i professionisti, infatti non hanno un business, ma un lavoro e generalmente lavorano più dei lavoratori dipendenti.
Altro limite autoimposto è in genere la tariffa oraria o giornaliera. Pochissimi professionisti hanno delle tariffe basate sul valore, né saprebbero come vendere questa cosa ai loro clienti.
Quindi si autolimitano con un numero massimo possibile di ore lavorate oppure con una tariffa massima ragionevole di remunerazione giornaliera. Questo va dall’idraulico all’avvocato, senza eccezioni.
A differenza del lavoratore dipendente, il professionista è libero dall’avere qualcuno sopra di lui – tipico motivo per il quale la gente “si mette in proprio” per essere “padrone di me stesso”. Ma nello stesso tempo è prigioniero di limiti autoimposti: il voler fare tutto da solo e il richiedere pagamenti orari o giornalieri su tempo lavorato o materiali prodotti.
Tra i professionisti ci sono sicuramente le star che guadagnano milioni al mese (pensiamo ai calciatori, per esempio), ma nella media, il professionista paga la sua libertà con maggior tempo lavorato e con soldi spesso paragonabili se non inferiori a un lavoratore dipendente con la stessa capacità e attività.
Unico vantaggio: può pagare le tasse dopo aver pagato le loro spese, le cosiddette spese che si possono scaricare (non poi così tante, ma sempre più del lavoratore dipendente che è tassato alla fonte).
La mentalità del professionista è comunque più facilmente modificabile nella direzione di creare la libertà finanziaria. Sono persone che, comunque, hanno deciso di rischiare e rischiano ogni giorno. E sono abituate a pensare di essere loro gli unici responsabili della loro vita e dei loro soldi.
Un professionista che capisce i metodi per produrre ricchezza e riesce a sorpassare il “come lo faccio io non lo fa nessuno” ha ottime probabilità di creare la propria libertà finanziaria.
Ti sei riconosciuto come professionista o piccolo imprenditore? Hai visto quanto ti costa pensare che “come lo fai tu non lo fa nessuno?”
Hai capito che, per creare la tua libertà finanziaria, devi cambiare il modo di pensare e sostituire la tua bravura con la capacità di trovare altre persone brave e farle lavorare per te? Se non addirittura, far lavorare direttamente i soldi per te?
Questo è ciò che fanno imprenditori e investitori e lo vedremo nella terza e ultima puntata dei cerchi della ricchezza.
Al prossimo appuntamento con la tua libertà finanziaria,
Alfio Bardolla
I soldi fanno la felicità, il videocorso per imparare la psicologia della ricchezza
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73 Commento(i)
settembre 28th, 2009 at 09:26
Come professionista e freelace da tanti anni devo dire che hai centrato in pieno le caratteristiche e i limiti della mentalità di professionisti e microimprenditori.
ottobre 2nd, 2009 at 10:23
Vero, vero.
Sono stato artigiano, il mio prodotto era molto richiesto e lavoravo sodo. Facevo quasi tutto io. Mia madre mi diceva “Guarda che persino i prigionieri hanno un’ora d’aria…”.
Ho avuto soddisfazioni, parecchie, anche se non finanziarie; invecchiando ho cominciato a cambiare mentalità. (Per forza!) Meglio tardi che mai.
ottobre 23rd, 2009 at 14:29
[...] scorse settimane ti ho presentato la situazione del lavoratore dipendente e del libero professionista nei 4 Cerchi della [...]
novembre 19th, 2009 at 09:40
hai perfettamente ragione, io potrei ritenermi soddisfatta. ho 58 anni, vivo di una pensione di 900€ decurtata da un prestito di 400. ho una casa grandissima, ci viviamo in 2. ho paura a vendere, ma anche imbrigliata in questo mercato stagnante, il momento è terribile. altro che soddisfatta!! faccio fatica a fare la spesa. figuriamoci a pagare tasse e bollette. avrei dovuto prendere prima la decisione di vendere? mi troverei avvantaggiata in questa situazione generale di crisi? ciao vi seguo attentamente.
novembre 19th, 2009 at 13:09
Cio’ che hai fatto o non hai fatto nel passato non e’ importante. E’ importante che tu oggi abbia la conoscenza e la comprensione di cose che possono cambiare la tua vita domani. Ora che conosci molte piu’ opzioni puoi fare scelte migliori. Continua a seguirci e inizia anche a pensare a quali azioni potresti fare. A presto.
novembre 19th, 2009 at 14:17
RESPIRARE,RESPIRARE, RESPIRARE!!! CONCENTRARSI PROFONDAMENTE SU QUELLO CHE SI STA FACENDO.
novembre 27th, 2009 at 07:30
Hai perfettamente ragione dopo tanti studi e sacrifici oggi vorrei provare a fare qualcosa di meno impegnativo ma piu’ remunerativo.Ti seguo con interesse.
novembre 27th, 2009 at 10:36
LUIGI
io sono un agente di commercio,non mi posso
lamentare, guadagno bene e ho abbastanza tempo libero.
seguo comunque con interesse quello che scrivi,sono
tutte cose vere,certo; nella realta di oggi
non è facile che diventi realta’.
ciao,continuo a seguirvi.
dicembre 3rd, 2009 at 17:33
Sul professionista hai centrato alla perfezione, tanti incarichi, pagati bene in base alla perfezione, una differenza è che provo anche a delegare a miei collaboratori; ma le spese non finiscono mai.
Comunque tutto molto interessante.
Ho letto il libro, continuo a seguirti.
Ciao
dicembre 3rd, 2009 at 18:10
Caro Alfio,
tu hai ricevuto indubbiamente da Dio un grandissimo dono: quello di saper vedere e cogliere con estrema e immediata lucidità evidenze che alla maggior parte dei comuni mortali sfuggono totalmente.
Grazie perchè le condividi con tutti noi, anche se non sempre sappiamo metterle in pratica a causa di tanti condizionamenti, soprattutto interiori.
Grazie di cuore.
dicembre 3rd, 2009 at 18:35
Ciao Alfio, sono un tuo studente, ho iniziato ad investire negli immobili.
seguo il tuo blog sempre ed in merito al post di cui sopra volevo dirti cio’: un agente di commercio ai fini “fiscali” non è un libero professionista ma un piccolo imprenditore/commerciante, il fatto che un agente di commercio sia piu’ vicino al “lavoratore autonomo/libero professionista” rispetto ad “imprenditore/business man” secondo appunto la distinzione dei quadranti del cashflow di R.Kiyosaki,cioe’ la discriminante è quanto riesci a produrre reddito senza necessariamente doverci lavorare in prima persona giusto?
Con stima…
dicembre 3rd, 2009 at 18:48
ciao ho 48 anni dopo 20 anni da venditore mi trovo disoccupato ho 50 mila euro da restituire e non ho accesso al credito. accetto consigli. voi che fareste?
dicembre 3rd, 2009 at 20:09
Anch’io trovo interessanti i tuoi consigli , e di due appartamenti affittati a famiglie ho ricavato 2 case vacanza che mi danno più soddisfazioni , spero grazie ai tuoi consigli di conquistare la libertà finanziaria, io e mio fratello continuiamo a seguirvi , ( oltre ad avere ciascuno 2 copie dei tuoi libri..
dicembre 3rd, 2009 at 20:10
suggerisco a maria rosa di 58 anni con una casa grandissima di contattarmi, potrei esserle utile…gratuitamente..
dicembre 3rd, 2009 at 20:48
si per mè i tuoi cerchi sono reali,sono alle prese con la ricerca di cessioni di compromesso,è sono in ritardo ho fatto due dei tuoi corsi, oggi mi trovo momentaneamente senza liquidita’è l’unica risorsa che posso usare è appunto il metodo che insegni.saluti da torino.
dicembre 3rd, 2009 at 22:53
Caro Franco sei senza liquidità ma probabilmente se non facevi i corsi un po’ di liquidità ce la potevi avere, comunque secondo Alfio ora che hai studiato sei in una botte di ferro.
Mi identifico perfettamente in un libero professionista che lavora 12 ore al giorno nel proprio negozio di informatica, con passione ma sicuramente è anche stancante …
Probabilmente anche per Alfio fare tutti questi corsi sarà abbastanza stancante … la morale della favola?? Tutti hanno da faticare … la libertà finanziaria ce l’ha colui che fa la bella vita, non colui che cerca a tutti i costi di vendere qualcosa o di convincere il prossimo di avere la verità in tasca !!!!
Aprite gli occhi gente ….
dicembre 3rd, 2009 at 23:04
L’imprenditore secondo Kiyosaki e’ colui che fa lavorare altri. Chi ha un negozio e ci lavora non e’ un imprenditore secondo Kyiosaki. Il problema – e in questo senso l’agente di commercio e’ proprio in questo problema – e’ che non hai leva, come spiego al mio seminario. Sei solo tu e tutto quello che fai, per quanto bravo, dipende da te. La leva ce l’hai quando usi OPT (other people time, il tempo degli altri), OPM (other people money, i soldi degli altri) e OPS (other people skills, le competenze degli altri). Solo allora passi il quadrante.
dicembre 3rd, 2009 at 23:07
Daniele, vedrei l’opportunita’ in questa situazione. E l’opportunita’ e’ che hai ben chiaro che quello che hai fatto per 20 anni non funziona. Hai anche un problema d risolvere, quindi hai la motivazione. Studia, capisci come funziona il denaro e capisci quale dei metodi di liberta’ finanziaria ti piace di piu’ (immobili, trading o business?). E poi lavoraci, per la prima volta costruendo per te invece che per gli altri. E’ proprio quando capitano queste cose, debiti, fallimenti, licenziamenti, che troviamo tutte le risorse che abbiamo tenuto addormentate per tanto tempo. Ora e’ il tuo momento. Inizia, studiando, qui su questo blog, nei miei libri o nei miei seminari. Considera di venire al mio seminario di gennaio (vai in homepage del mio sito per informazioni). E’ fatto apposta per essere alla portata di tutti, ma essere una giornata che puo’, io spero, cambiare la vita.
dicembre 3rd, 2009 at 23:10
Federico, ormai questo sarcasmo sul perche’ faccio i corsi e’ un classico di questo blog. L’ho spiegato tante volte: faccio i corsi perche’ mi piace moltissimo insegnare e perche’ ai corsi trovo business partner. Quindi: faccio quello che mi piace e guadagno, la stanchezza non e’ un problema. Ho spiegato anche che potrei gia’ oggi vivere di rendita, ma non lo faccio perche’ amo il mio lavoro. E’ questo l’obiettivo: fare un lavoro che ami, non oziare tutto il giorno. Siamo cosi’ abituati a fare lavori che odiamo perche’ dobbiamo mangiare che non pensiamo che si puo’ anche fare un lavoro che piace, che ti fa sentire bene, che non ti stanca ma anzi ti da’ energia (comunque mi prendo anche le mie belle vacanze ogni tanto).
dicembre 3rd, 2009 at 23:11
veramente dopo aver letto il primo libro di alfio,mi sono incuriosito a tal punto che con una segnalazione di un’appartamento di un venditore con bisogno di vendere urgente portata ad un commercialsta mi ha fruttato i soldi che ho investito nel corso e caricato sull’azienda quindi scaricato fiscalmente,questa è la mia esperienza.
dicembre 3rd, 2009 at 23:42
Ciao Alfio,
Ho iniziato la mia attività perchè volevo migliorare il mio status, avere libertà finanziaria e libertà per me stesso… Hai centrato il problema, ma quello che hai detto è già da molto che l’ho focalizzato e mi gira per la testa….Certo, dovrei far lavorare gli altri…e sfruttare il LORO tempo, non il mio…ma poi chi li paga ??!!…Far lavorare i soldi…BENE, ma servono altri soldi….e le banche non fanno più molto credito adesso… vorrei fare tutto ciò che dici, puoi darmi qualche DRITTA per cortesia ??!!!…. VOGLIO CAMBIARE, VOGLIO LA LIBERTA’ FINANZIARIA E LA MIA LIBERTA’…VOGLIO GODERMI IL MIO TEMPO LIBERO E LA MIA FAMIGLIA ED USCIRE DALLA SCHIAVITU’ DEL SENTIRMI “INDISPENSABILE” PER IL MIO LAVORO…CHE POGGIA SOLO SU DI ME…
dicembre 4th, 2009 at 00:16
Le cose da fare le scrivo su questo blog e nei miei libri. Che le banche facciano credito con difficolta’ e’ vero, ma puo’ essere anche una scusa. Ci sono molti modi per iniziare a creare la tua liberta’ finanziaria senza chiedere soldi alle banche. Quindi se vuoi, studia, capisci cosa fa per te e agisci. Non usare cio’ che non puoi fare come scusa per non fare nulla. Se c’e’ un perche’, il come si trova sempre.
dicembre 4th, 2009 at 09:22
sono andato in pensione da poco e mi sto rendendo conto che non ho i soldi per vivere e pertanto debbo continuare a produrre. L’analisi presentata sui professionisti, è verissima! ho lavorato intensamente tutta la vita ora che ho 65 anni non posso fermarmi. Non sono stato un buon investitore del mio tempo e anche del mio denaro. Penso addirittura di vendere parte di casa costruita a fatica per poter mantenere
la casa dove abito. Ritengo perà che la colpa sia mia , convinto che con la pensione avrei comunque fatto fronte alle varie spese . Mi sto accorgendo che così non è ! L’unica soluzione, pertanto, è continuare a lavorare.
dicembre 4th, 2009 at 09:41
Ciao Alfio, vidi un intervista che all’estero assumevano persone e li pagavono in provviggioni.
Vorrei usare lo stesso sistema assumendo del personale come rappresentanti per far vendere i miei prodotti e pagandoli in provviggini, in Italia c’è un contratto come questo?
Puoi aiutarmi
grazie
PS: ho letto entrambi i libri ed ho cambiato opinione su alcuni immobili che non volevo sentirli nominare, adesso sono proprio quelli gli immobili che vado in cerca, per investire in borsa conoscevo solo le azioni, adesso conosco anche le opzioni.
dicembre 4th, 2009 at 10:18
Bruno, la maggior parte delle persone, in tutto il mondo ha fatto i tuoi errori. Sono errori che si fanno perche’ la societa’ ci condiziona a vivere in un determinato modo che e’ quello di essere dei dipendenti e di non poter essere mai liberi finanziariamente. Non e’ mai troppo tardi, questo e’ il succo del discorso. Ora che sai cosa puoi fare di diverso datti da fare e mettilo in atto. Il passato e’ passato, il presente e’ qui a tua disposizione e il futuro e’ tutto da inventare.
dicembre 4th, 2009 at 16:46
Ciao a tutti,
io sono un lavoratore dipendente da circa 7 anni ed il fatto di lavorare per gli altri mi è sempre andato un pò stretto. Vorrei avere un lavoro mio ma vedo che anche mettersi in proprio non fa diventare ricchi….. Quello che devo cambiare è il modo di pensare. Ho letto il libro “I soldi fanno la felicità” ma trovo difficile applicare nel concreto quello che tu Alfio fai con gli immobili. Ma poi mi è venuta un’idea: creare un sito in internet che fornisca servizi alle aziende, tipo un blog magari inserendo della pubblicità. Devo documentarmi su come si fa un sito e tutto il resto. Con internet il vantaggio è che si possono creare meccanismi automatici che rubano poco tempo. Vi farò sapere se ho fatto qualcosa.
dicembre 4th, 2009 at 16:52
Roberto, applicare quello che insegno nell’investimento in immobili e’ difficile come qualsiasi cosa. Ma migliaia di miei studenti in questi anni l’hanno fatto e hanno avuto risultati. E la maggior parte non aveva mai fatto investimenti immobiliari. L’investimento immobiliare e’ proprio un metodo per creare liberta’ finanziaria che si puo’ imparare da zero e ottenere risultati importanti in tempi brevi. Sicuramente c’e’ chi e’ piu’ portato e chi no. Per quanto riguarda la tua idea su Internet, sono daccordo che il vantaggio di Internet e’ quello che dici. Capisco meno il tuo modello di business perche’ e’ rivolto alle aziende e non e’ automatico. Comunque, se ti interessa guadagnare online, partecipa ail seminario tenuto da Marco De Veglia il prossimo marzo. E’ il primo e unico seminario di questo tipo in Italia e impari veramente quali sono i metodi (e quali non sono) per creare i tuoi redditi online.
dicembre 4th, 2009 at 17:25
Ciao Alfio,
sono un libero professionista, ma ho letto letto
molti libri tra cui anche i tuoi;
ho una mente slanciata verso la libertà finanziaria,
posso testimoniare che ho amici meno giovani che non riescono a capire l’importanza della libertà finanziaria, sono proprio prigioneri dei limiti autoimposti.
Spero di poter venire al seminario a ” Scuola di business” al piu’ presto.
dicembre 6th, 2009 at 20:10
è quello che ho provato a fare io nel momento in cui ho creato il mio blog
dicembre 7th, 2009 at 13:59
Ciao, qualcuno ha seguito il corso ”A scuola di business”.
Com’è andata?
A presto!!!
dicembre 7th, 2009 at 22:28
Ciao Alfio, la mia ammirazione in tutto quello che fai. Sono un dirigente di una multinazionale, ho piu’ o meno la tua eta’, e senza fare i tuoi corsi ho quasi ottenuto la libertà finanziaria con gli immobili. La mia domanda è: secondo te nella vita conta dippiu’ un lavoro “prestigioso” o quanti soldi riesci ad accumulare con un lavoro magari “piu’ umile”? grazie!
dicembre 7th, 2009 at 23:17
Non sono mai stato affascinato dalla “carriera”, pur essendomi laureato bene con una laurea che poteva consentirmi una bella carriera dirigenziale. Ma ho sempre preferito percorrere le mie strade e dover rispondere solo a me stesso. Quindi la mia scelta e’ sicuramente sull’accumulo di ricchezza facendo un lavoro che mi piace, piuttosto che l’accumulo di “medaglie” e “benefit”. Nel tuo caso mi sembra che hai gestito bene entrambe le cose: carriera e liberta’ finanziaria. Complimenti. Quando sei stufo di fare il dirigente, focalizzando le tue capacita’ chissa dove arrivi?
dicembre 9th, 2009 at 12:37
Alfio, grazie mille per la tua risposta e per i tuoi complimenti. Al momento protrei accontentarmi della mia posizione (carriera + libertà finanziaria), ma purtroppo per mia natura non mi accontento mai e continuo alla ricerca di business redditizi. Mi farebbe piacere conoscerti perchè mi sembri una persona molto positiva e molto business oriented.
A presto!
dicembre 9th, 2009 at 13:51
ciao alfio,
ti faccio una domanda per staccare dalla solita routine…
ma secondo te la gente,oltre che per paura,e` possibile che non voglia rischiare il proprio denaro anche solo per non aver un pensiero in piu`?
anche il solo fatto di affittare una casa non e` un pensiero e quindi stress?affitto,contratto,forse non mi paga,tasse,causa…sono tutti pensieri! quindi la domanda che ti faccio e`…dato che i soldi piacciono a tutti perche`la gente non vuole piu`soldi di altri?per paura o per anche minimi stressanti pensieri?non pensia che sia tutto in qualche modo equilibrato? scusa il pensiero un po’ troppo filosofico…
con stima
dicembre 10th, 2009 at 06:36
Virgilio, penso che tu abbia centrato un problema. Sicuramente moltissime persone non vogliono “stressarsi”. Il punto e’ che vivono vite intrinsecamente stressanti, con il problema del poco denaro. Sarebbero molto piu’ rilassate “stressandosi” per qualche anno e poi vivendo di rendita. Pero’ il mondo e’ cosi’ e solo una minoranza e’ disposta a fare il salto nella liberta’ finanziaria. Il che non significa che io non continui a volerla insegnare a tutti!
gennaio 29th, 2010 at 23:12
ciao mi chiamo Pasquale sono venditore di Automobili e condivido tutto quello che pensi sui liberi professionisti e commercianti, infatti in base al calo della domanda per quanto riguarda le vendite specie nel mio settore di vendita Auto usate negli ultimi 2 anni ho dovuto tempestivamente ridurre le spese sia di operai purtroppo che ho dovuto licenziare, inoltre disdire le locazioni dei locali che possedevo in affitto,adesso mi ritrovo punto e daccapo come quando ho ricominciato 12 anni fa’… circa 2 anni fa’ mi sono reso conto che stavamo per andare alla deriva in base al calo ed infatti si e’ rivelato proprio cosi. secondo te alfo ho fatto una cosa buona? preciso che oggi ho meno spese di prima ma molto piu’ sopportabili, ci sara’ ed e’ iniziata una piccola ripresa ma penso che ci vorranno almeno altri 2/3 anni per rimetterci in carreggiata se sbaglio correggimi….preciso che attualmente oltre alle spese di gestione che ripeto sono molto piu’ sopportabili purtroppo ho dei debiti rateali dovuti alla retrocessione precedente infatti sono tornato a ripiegarmi le maniche ed a lavorare sodo come all’inizio. ma comunque faccio molto fatica ma li onoro tutti, in quanto amo il mio mestiere e lo esercito con grande voglia ed orgoglio molto spesso mi rendo conto che sto lavorando solo per le spese ma per adesso sono contento cosi’ in quanto godo di un’ottima fiducia verso tutti quelli che mi circondano, ma mi ammazzo di lavoro credimi…. tu che avresti fatto? intanto ti saluto (ti seguo molto) Ciao….
gennaio 31st, 2010 at 06:52
Pasquale, apprezzo molto la tua etica lavorativa, pero’ la ricchezza si ottiene quando poco sforzo da’ tanto risultato. Nel tuo caso mi sembra che ci sia tanto sforzo con poco risultato. Io amo delle attivita’ (per esempio insegnare, investire in immobili, fare trading) e le faccio e mi rendono bene. Ma ci sono anche attivita’ che amo fare ma so che non mi portarebbero risultati finanziari interessanti, se non addirittura mi farebbero perdere soldi e quindi non le faccio. Nel tuo caso, amare il tuo lavoro mi pare che ti porti a lavorare tanto solo per le spese. Quindi il mio consiglio e’: valuta se con la voglia di lavorare che hai e con le altre tue qualita’ non potresti trovare modi migliori per crearti la tua ricchezza. Fare l’imprenditore puo’ essere un modo eccellente per creare liberta’ finanziaria, ma probabilmente e’ anche il piu’ rischioso rispetto all’investimento in immobili e persino al trading dove puoi controllare molto bene il rischio. Forse e’ giunto il momento di fare qualcosa d’altro che non vendere automobili?
febbraio 5th, 2010 at 18:54
Ciao Alfio
ti seguo da tanto tempo, ma vorrei togliermi una curiosità. Tu da dove sei partito per arrivare dove sei? Qual è stata la molla che ti ha portato ad avere questa mentalità così (giustamente) aperta, di larghe vedute?
In ogni caso, i miei complimenti. Magari ce ne fossero altri come te!..
febbraio 6th, 2010 at 01:57
Ho iniziato a fare l’imprenditore a 18 anni con un’idea pubblicitaria per i negozi della mia citta’, quindi credo di aver sempre avuto questo modo di pensare “come si puo’ creare qualcosa che non c’e’ e che puo’ essere profittevole?”. Comunque sicuramente e’ stato lo studio della PNL che pratico da molti anni e di cui sono anche terapeuta. La PNL ti da’ gli strumenti per controllare pensieri e azioni. Applicarla al “diventare ricco” e’ stato cio’ che ho fatto e i risultati sono arrivati.
febbraio 7th, 2010 at 23:24
E posso chiederti quale trainer di insegnato i segreti della PNL?
febbraio 8th, 2010 at 07:31
Ho studiato con i principali trainer mondiali, ma la PNL è una materia abbastanza indipendente da chi te la insegna, quindi a mio avviso il trainer con cui impari non è molto rilevante. Ciò che è molto rilevante è l’applicazione. Se applichi la PNL, impari la PNL. Se ti limiti a studiarla, non la imparerai mai.
febbraio 15th, 2010 at 01:29
Caro Alfio . Ho un figlio che il 19 febbraio compie 18 anni e volevo fare un regalo a lui che fosse veramente per tutta la vita. Tu sai che in questa età , ci sono tante scelte da fare e voglio che lui conosca tutte le possibilità che ci sono per io suo futuro . Cosa mi dice del tuo seminario I soldi fanno la felicità , può essere giusto per lui o mi raccomandi un altro ? Grazie .
febbraio 15th, 2010 at 02:17
E’ una bellissima idea Marzia! Se piu’ genitori pensassero come te non si sarebbero tanti giovani in Italia che non sanno che pesci pigliare. L’unica cosa e’ che il mio prossimo seminario e’ il 10 aprile. Considera anche il mio nuovo gioco YES che invece potresti avere subito, pero’ il seminario e’ sicuramente un evento che ha piu’ possibilita’ di cambiare la vita. Brava.
marzo 12th, 2010 at 10:25
Semplicemente perfetto!
Complimenti all’articolo, diciamo pero’ che anche lo stato italiano non aiuta assolutamente!
Vedere fatture con IVA, contributi inarcassa e ritenute di acconto e farle capire ai clienti piccoli talvolta non e’ affatto facile.
L’aiuto alle giovani imprese dove e’: tassarle il 10% il primo anno e poi passare ad oltre il 43% il secondo con pagamento dell’iva interamente a Marzo non aiuta di certo… anche perche’ il fatturato non e’ affatto quadruplicato, giammai!!!
Come puoi assumere e mantenere personale se ti costa il doppio di quanto prende di stipendio ? Per forza che poi la gente si approfitta dei contratti a tempo determinato, non trovi ?
marzo 12th, 2010 at 17:10
Diciamo che il libero professionista vive una pericolosa illusione. Si illude di essere un imprenditore, ma a tutti gli effetti e’ dipendente… di se stesso! E’ vero che non c’e’ un capo che ti dice cosa fare, ma questo per molte persone e’ uno svantaggio piu’ che un vantaggio. E’ relativamente facile iniziare a fare i liberi professionisti, ma bisognerebbe sempre ricordare che l’obiettivo e’ diventare imprenditori o investitori, ovvero far lavorare gli altri o i nostri soldi.
aprile 18th, 2010 at 15:18
Si, sono perfettamente d’accordo, ed è così il tipico libero professionista, hai fatto centro in tutti i particolari e sono felice di rispecchiarmi in questo,perchè finalmente sto iniziando a capire che se delego tutto e faccio lavorare i soldi e non io, sicuramente avrò più tempo libero e più reddito, oltre a nuove opportunità che si presenteranno.
maggio 1st, 2010 at 23:30
Ciao dr.Alfio,hai perfettamente ragione su tutto,peccato che sono arrivato a 52 anni facendo l’imprenditore,poi un giorno ti rendi conto che le mie attività non vanno più,i miei vecchi amici vanno in pensione,chi in polizia-finanza-esercito, ed io in cerca di un nuovo lavoro anche come trasportatore,quindi dipendente,posso dire che è molto triste, avvilente, quando ti sorridono in faccia rispondendo spiacenti il posto publicato è stato preso,so perfettamente che non è vero.La realtà che sono vecchio, opsoleto,scusa lo sfoco fuori tema.Grazie Marco
maggio 2nd, 2010 at 03:18
Lo sfogo e’ utile a buttare fuori i pensieri. E a rendersi conto che ci sono pensieri inutili, che non servono. Hai la tua eta’, sei giovane o vecchio quanto decidi di esserlo. Hai semplicemente provato sulla tua pelle, dolorosamente, che ci sono strategie che non funzionano piu’. Bene, ce ne sono altre che funzionano. Sei qui, leggi questo blog, non stai la’ ad autocommiserarti leggendo la gazzetta. Ci sono nuove strade da provare, altre battaglie da fare, altri premi da vincere. Continua a leggere questo blog, leggi il mio libro e, quando sei pronto, inizia la nuova avventura di costruire la tua liberta’ finanziaria. Finalmente con gli strumenti che funzionano e non con le vecchie strategie ingannevoli del passato. Puoi costruire quello che vuoi.
maggio 3rd, 2010 at 20:54
Ciao Alfio,
buono il contenuto. I concetti sono gli stessi di altri coach finanziari ( Robert Kyosaky ). Tutto interessante, tutto utile, ma dopo numerosi anni di attività imprenditoriale a contatto con liberi professionisti che gestiscono i miei attivi devo ancora trovarne uno che mi suggerisca i tuoi metodi. Ma i commercialisti da che parte stanno?
maggio 4th, 2010 at 13:23
I commercialisti fanno il loro lavoro e non sono diversi dal resto del mondo. Qualcuno e’ piu’ informato, qualcuno piu’ avanzato, qualcuno piu’ creativo, nella maggioranza tutto cio’ che esce dallo standard per loro e’ difficile e quindi, potendo, lo evitano. Come per tutti i professionisti che collaborano con te, bisogna cercare e quando trovi la superstar, tenertela stretta!
maggio 9th, 2010 at 10:57
E’ sempre piacevole leggere le teorie di Alfio Bardolla;sovente sono un concentrato di psicologia e buone intenzioni,sempre sono comunque uno stimolo al miglioramento e all’entusiasmo verso l’impiego delle proprie capacità.Purtroppo i discorsi tecnici sull’opportunità di far lavorare gli altri (coinvolgendoli)piuttosto che dover personalmente lavorare tantissime ore giornaliere,cozza duramente contro la realtà psicologica del lavoratore dipendente.Lo posso verificare giornalmente nella mia azienda dove vedo le varie persone che lavorano per me,facendolo esclusivamente per il loro tornaconto (paga),oltretutto salatissima perchè taglieggiata da contribuzioni ed oneri di ogni specie.La mentalità del dipendente,per mia esperienza,nella quasi totalità dei casi è finalizzata ad effettuare il proprio compito con il minor dispendio d’energie,senza porsi alcuna concezione mentale su tutto quanto potrebbe essere fatto per migliorare lavoro e/o prodotti.Va da se che in questi casi è pericolosissimo delegare ad altri scelte o strategie che sicuramente verrebbero probabilmente adottate con relativa superficialità creando poi successive problematiche:costi,mancati risparmi,ecc..Quello che scrive Alfio è invece applicabile ad attività come la sua che è sostanzialmente didattica e quindi ad alto valore aggiunto,qui è facile coinvolgere collaboratori gratificandoli pure con benefit e buone incentivazioni che sicuramente possono stimolare notevolmente le persone.Diverso è purtroppo quando si ha a che fare con il classico dipendente e con margini operativi dettati se non imposti dal mercato;in questo caso diventa persino assurdamente difficoltoso premiare il dipendente più collaborativo e valido rispetto agli altri,senza innescare invidie e malumori che poi si tramutano in boicottaggi,invidie e assenze di vario genere.Cordialmente
maggio 12th, 2010 at 00:38
Gestire dipendenti non e’ facile e ognuno e’ padrone in casa sua. Tu hai trovato il tuo modo che evidentemente ti rende. Resta il fatto che ci sono aziende dove i dipendenti lavorano piu’ volentieri di altre. E dipendono da tanti fattori, ma alla fine il dipendente non lavora solo ed esclusivamente per denaro. La realizzazione personale e’ sempre un obiettivo, di chiunque. I dipendenti lavorano esclusivamente per il denaro e lasciano cadere la penna o la chiave inglese alle 17 quando da un’azienda non hanno altro che lo stipendio.
maggio 18th, 2010 at 14:34
Mi unisco ai tanti che l’hanno detto prima di me: il ritratto che Alfio tratteggia del libero professionista è (purtroppo) assolutamente perfetto. Direi di più: il libero professionista non è solo il dipendente di se stesso, ma lo sfruttatore di se stesso, e questo a vita.
Avendo capito questo, punto a un seminario di trading (sto tenendo d’occhio i due di fine giugno su forex e commodities, ancora con molti dubbi su quale sia il più adatto a me) sperando veramente di iniziare a dare una svolta, finanziaria e di conseguenza non solo, alla mia vita. Lunedì 24 maggio per un caso fortuito sarò a Padova (abito a 400 km. di distanza) e già pregustavo il Roadshow ad Abano Terme, ma stamattina ho avuto l’amara sorpresa di scoprire che è già tutto esaurito… Evidentemente non ero l’unica a non vedere l’ora di assistere. Grazie per i tuoi input, sempre utilissimi, veri catalizzatori di riflessioni.
maggio 19th, 2010 at 02:50
Paola, ma se abiti a 400 metri vieni lo stesso, vedi se c’e’ un modo per entrare (qualche libro in piu’ ci sara’ sicuramente). Per quanto riguarda Forex o Commodity: il primo ti permette di partire con meno soldi e di ottenere risultati piu’ rapidamente, ma il secondo e’ un metodo quasi “meccanico” per ottenere ottimi risultati con il trading. In ogni caso, e’ importante che tu abbia fatto il salto concettuale, come fare sono comunque dettagli tecnici.
giugno 15th, 2010 at 17:17
Ciao, volevo porti una riflessione: Ho una grande esperienza, conoscenza sul vino messa in pratica sempre come passione, adesso mi hanno fatto una proposta come agente di vino, il problema che non dispongo una libertà finanziaria, ho 3 figli un lavoro da dipendente che non mi piace, ma mi permette di vivere, tutti mi dicono di lasciare stare perchè ho 42 anni, ma io vorrei cavalcare l’onda.
Basta l’ottimismo?
giugno 16th, 2010 at 22:05
E’ utile piu’ del pessimismo, ma non basta. Fare l’agente di commercio e’ un mestiere che non ha “leva”. Ovvero sei tu e basta. Puoi anche guadagnare bene, ma al prezzo di non vedere piu’ la tua famiglia perche’ sei sempre in giro. Per contro, seguire la propria passione, se ha potenzialita’ di guadagno (come e’ il caso del vino) e’ una scelta raccomandabile. L’ideale e’ provare, vedere come va, senza lasciare l’attuale lavoro. Come puoi fare? Questa secondo me e’ una buona domanda da farsi. Perche’ ti puo’ far trovare altre idee per dare sfogo alla tua passione, guadagnare bene e non perderti il tempo con la famiglia. Se vuoi buone risposte, fatti buone domande. P.S. Andare via da un lavoro solo perche’ non lo sopporti non e’ una buona scelta. E’ giusto lasciare un lavoro che non soddisfa, ma bisogna avere un piano oltre il “lascio il lavoro perche’ non ne posso piu’”.
luglio 2nd, 2010 at 01:36
Ciao Alfio,
Prima di tutto complimenti, ogni cosa che scrivi riesce a creare sempre grande interesse per quanto mi riguarda.
Volevo porti a questo proposito una domanda che mi crea una serie di perplessità.
Partendo dal presupposto che condivido quello che hai scritto in merito al libero professionista, mi chiedevo se prendendo in esempio un commercialista questo potesse tramutare la sua attività in una sorta di attività d’impresa.
Cerco di spiegarmi meglio: se un commercialista avesse un ufficio suo e riuscisse a creare un sistema in cui ci sono persone che lavorano per lui (segretarie per la contabilità, altri commercialisti dipendenti per le dichiarazioni, ecc)i limiti che hai elencato riguardo al libero professionista verrebbero meno? in fondo il commercialista potrebbe dedicarsi ad altro (consulenze, attività aziendale, ecc) e comunque l’ufficio avrebbe la sua indipendenza?
E se cosi non fosse, quali sarebbero a tuo avviso le variabili che lo differenzierebbero dall’imprenditore?
Grazie mille
Nicolò
luglio 3rd, 2010 at 01:33
Nicolo’ in questo caso direi che il libero professionista si trasforma in imprenditore. Ovvero non e’ importante se si vendono i servizi che si potrebbero realizzare da se’, importa chi li fornisce e come si vendono. La valutazione e’ semplice: stai guadagnando usando il tuo tempo e le tue competenze oppure quelle di altre persone? Nel primo caso sei un libero professionista e nel secondo un imprenditore.
agosto 19th, 2010 at 13:28
sono pensionato da 4 anni e per un fortuito caso mi trovo a fare l’investitore immobiliare, fino ad ora non ho accumulato soldi, ma ho accumulato un capitale immobiliare , pur partendo senza soldi, senza volerlo ho seguito i tuoi metodi saluti gennaro
agosto 21st, 2010 at 01:22
Bravo Gennaro… che ti posso dire? Continua cosi’ e complimenti.
settembre 9th, 2010 at 17:30
Ho letto i libri e condivido molti aspetti, anche se io non sono mai stata una tipica lavoratrice dipendente. Ma le mie domande sono:
- compro immobili e poi il mercato scende, come dal 2007: mi cambia le prospettive
- le aste sono molto frequentate nella mia zona
- non ho prestiti dalla banca se non garantiti dai miei titoli: allora tanto vale!
- ho avuto un sacco di problemi dagli inquilini morosi: se si incappa in uno di questi si bruciano alcune decine di migliaia di euro
- gestire gli immobili, oltre 6, è un lavoro, che non ti lasci mai in vacanza
-anche affittare non è facile
Mi piacerebbe incontrarla per fare un confronto professionale
Annina
settembre 9th, 2010 at 18:34
Hai perfettamente ragione, per questo motivo sto passando il mio lavoro su web
Grazie per il tuo lavoro
settembre 9th, 2010 at 21:11
Annina, ci sono sicuramente molti aspetti da considerare nel business immobiliare. In generale posso dirti che io insegno ad acquistare bene e rivendere rapidamente, quindi i problemi di inquilini e di cali del mercato sono marginali o non esistenti nel modello di business che raccomando. In ogni caso, per la gestione degli immobili e’ sempre una buona idea avere qualcuno che lo fa per te… e poter andare in vacanza.
ottobre 22nd, 2010 at 18:10
Caro Alfio …
sono parole sante, avevo individuato la mentalità da dipendente, ma stavo lentamente avvicinandomi a quella di piccolo professionista senza porre il focus su imprenditoria e investimenti.
Questa consapevolezza mi ha rimesso in discussione su quello che facevo e volevo fare, pensando di arrivare alla ricchezza comnque. Mi sa che restava un semplice desiderio ma difficilmente realizzabile come obbiettivo, inteso come libertà a 360°.
ciao e grazie
Denis
ottobre 29th, 2010 at 18:22
Hai ragione Alfio, la prima cosa che faccio oggi che ho scoperto questo sito è di copiare e incollare ogni tuo ragionamento sul mio blog, per sfruttarti un po’.
novembre 23rd, 2010 at 19:41
Santino
da circa 30 anni sono un commerciante (il famoso libero professionista) che di libero ha ben poco sono riuscito trascurando il mio tempo la mia famiglia ecc a costruirmi una casa che ironia della sorte adesso neanche ci abito ho 53 anni e di certo posso dire di non aver raggiunto la tranquillità economica devo marciare per non perdere quello che ho ,di certo non sono una cima diversamente avrei gestito la mia vita diversamente, Alfio dammi una dritta cosa si può fare per cambiare rotta con poche risorse quasi nulle come le mie ?? li fai i miracoli?
sappi che ora ho pochissimo tempo pochi soldi e più cerco di farne e meno ne faccio ,spero nei tuoi suggerimenti. so che questa e-mail ha contenuti personali se vorrai rispondermi ti ringrazio se non lo farai ti ringrazio lo stesso.
novembre 28th, 2010 at 10:58
La mia risposta e’: bravo che sei qui sul blog, che leggi queste cose, che cerchi di capire, migliorare, fare cose che non hai mai fatto. Ma ti dico anche: ora agisci e non aspettare i miracoli perche’ non li faccio io e non li fa nessuno. Se attendi i miracoli o l’uomo della provvidenza, magari e’ il motivo per cui la tua vita non e’ dove vorresti che sia. Inizia a fidarti di te, a considerarti di piu’, a fare. Solo tu puoi cambiare la tua vita e, te lo assicuro, hai tutte le capacita’ che ti servono.
gennaio 24th, 2011 at 23:54
Chiedo gentilmente ai responsabili di questa Newletter di voler procedere con decorrenza immediata alla cancellazione del mio indirizzo Mail, in quanto il sottoscritto non intende ne desidera più ricevere vostra informazione.
Certo di un positivo e sollecito riscontro alla presente, ed inoltre certo che saranno rispettate le procedure ai sensi della normativa vigente, si coglie l’occasione per ringraziare ed inviare Distinti Saluti.
Porcu Tonino.
gennaio 25th, 2011 at 07:35
Prendo atto della sua richiesta, ma non posso da qui cancellare la sua iscrizione. Puo’ farlo lei cliccando sul LINK che trova in fondo a OGNI EMAIL che inviamo. Infatti, nel rispetto della privacy inseriamo in ogni email un link da cui il lettore puo’ cancellare o modificare la propria iscrizione. La invito quindi a cercare un nostro messaggio e cliccare sul link che le ho detto per cancellarsi. Io non posso farlo, deve farlo lei con questa procedura. Cordiali saluti.
settembre 12th, 2011 at 11:16
ciao Alfio,cosa ne pensi del network marketing?
Da poco mi sono iscritto in un network nuovissimo,quindi sono tra i primi a partecipare a questo progetto,i prodotti sono fantastici e sono di benessere per tutti,premetto che non si paga nessuna iscrizione e non c’è oblico di acquisto tutti i mesi,naturalmente ogni tanto devi consumare il prodotto.Volevo sapere un tuo pensiero e dei consigli? grazie mille e buon lavoro
settembre 14th, 2011 at 17:32
Il network marketing e’ una eccellente opportunita’ di sviluppare le competenze che servono per creare e gestire una ditta. Ma appunto va gestito come tale e non come un hobby da fare a tempo perso. Solo gestendolo come un imprenditore puoi avere risultati importanti.
ottobre 14th, 2011 at 03:17
Nel commento 17 Alfio spiega il concetto di “leva”: usare il tempo degli altri, il denaro degli altri, le competenze degli altri. Le idee per affrancarsi da lavori usuranti e umilianti sono benedette, se valide, ma il confine etico deve essere quello di affrancarsi senza “usare” gli altri, senza sfruttarne la fatica o la minore conoscenza…se si utilizzano gli altri come strumenti, la nostra libertà finanziaria diviene una prigione della nostra anima immesirita dalle sirene dell’etica del profitto (‘profitto’ da cui ‘approfittare’). Pertanto, credo che il vero obiettivo per ogni individuo non sia quello di raggiungere la libertà finanziaria, ma la libertà toutu court, ovvero la libertà finanziaria svolgendo un lavoro che si ama e che sia utile alla società, perché se un individuo non dà nessun contributo alla società, come potrà sentirsi degno di ricevere i benefici provenienti dal lavoro degli altri individui che questo contributo lo danno?
Se io mi arricchisco con il trading, con sapienti investimenti immobiliari, va benissimo (purché non compro case all’asta, perché i pignoramenti delle banche sono crimini contro l’umanità, questo limite dovresti porlo Alfio, riflettici bene)…ma che contributo sto dando al contadino e al panettiere che mi permettono di mangiare ogni giorno, al netturbino che mi consente di vivere in una città pulita, al medico che mi cura dalla malattia..etc. etc…?
ottobre 15th, 2011 at 17:47
La maggior parte delle persone non vuole rischiare facendo l’imprenditore, vuole uno stipendio a fine mese in cambio del loro tempo e del loro lavoro. Quindi l’imprenditore, colui che vuole diventare libero finanziariamente, usa questa naturale predisposizione delle persone. Per quanto riguarda le aste, per mia esperienza sono il risultato di una gestione totalmente sbagliata dell’investimento, o per ignoranza, o per malafede. In entrambi i casi e’ un errore che si paga con la perdita dell’immobile. Non c’e’ crimine contro l’umanita’ o problema morale in questo: se sbagli paghi le conseguenze e sperabilmente impari dai tuoi errori (se non e’ stato fatto di proposito). La responsabilta’ e di chi perde la casa perche’ finisce all’asta, non di chi la compra.